Nei cantieri edili l’esposizione a silice cristallina respirabile è un rischio spesso sottovalutato, ma estremamente diffuso e rilevante dal punto di vista sanitario.
Secondo un recente approfondimento INAIL, le principali sorgenti di esposizione sono legate sia ai materiali presenti in cantiere — come cemento, calcestruzzo, pietre e terreni — sia alle lavorazioni che generano polveri fini inalabili.

Le attività più critiche includono:
• demolizioni
• perforazioni e carotaggi
• taglio e levigatura di materiali
• movimentazione terra
• miscelazione e lavorazione di conglomerati

Durante queste operazioni si liberano polveri molto sottili che, se inalate, possono raggiungere le parti più profonde dell’apparato respiratorio.
Un aspetto particolarmente importante è che il rischio non riguarda solo gli operatori direttamente coinvolti, ma anche tutti i lavoratori presenti nelle vicinanze. Le polveri, infatti, possono disperdersi facilmente nell’ambiente di lavoro, aumentando l’esposizione complessiva in cantiere.

 

Un rischio che cambia da cantiere a cantiere

Uno degli elementi più rilevanti evidenziati è la forte variabilità dell’esposizione, che dipende da diversi fattori operativi e ambientali, tra cui:
• il tipo di lavorazione svolta
• le attrezzature utilizzate
• le condizioni del cantiere (ambienti aperti, chiusi o confinati)
• la presenza e l’efficacia dei sistemi di abbattimento polveri

Questo significa che non esiste una gestione “standard” del rischio: ogni cantiere richiede una valutazione specifica e mirata.

 

Perché è un rischio da non sottovalutare

La silice cristallina respirabile è classificata come agente cancerogeno ed è associata a patologie gravi come:
• silicosi
• tumore polmonare
• altre malattie respiratorie croniche
Per questo motivo la normativa impone obblighi precisi per le imprese, tra cui:
• valutazione del rischio specifico
• adozione di misure tecniche e organizzative
• utilizzo di DPI adeguati
• sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti

 

Silice cristallina: 3 azioni immediate in cantiere

  1. Ridurre la formazione di polvere
    Utilizza tecniche a umido o sistemi di aspirazione durante taglio, demolizione e perforazione.
  2. Limitare la dispersione
    Delimita le aree di lavoro e organizza le lavorazioni per evitare l’esposizione di altri operatori
    presenti in cantiere.
  3. Proteggere i lavoratori
    Fornisci DPI adeguati (es. maschere FFP3) e verifica che vengano utilizzati correttamente.

 

 

Un messaggio chiave per le imprese

La gestione del rischio da silice cristallina non può essere improvvisata: richiede analisi delle lavorazioni, scelta delle attrezzature e controllo delle condizioni operative.
Intervenire in modo preventivo consente non solo di tutelare la salute dei lavoratori, ma anche di ridurre criticità normative e responsabilità per il datore di lavoro.

 

Per ulteriori informazioni su salute e sicurezza sul lavoro

  • Upi Servizi – Gruppo Unione Artigiani
  • sicurezza@upiservizi.it
  • 0331 1731000