Microforeste urbane, pensiline verdi e parchi ‘tascabili’: sono alcune tra le 25 soluzioni basate sulla natura che ENEA ha individuato per contrastare il caldo estremo, con benefici in termini di miglioramento di qualità dell’aria, biodiversità e benessere psico-fisico. L’attività è stata condotta nell’ambito del progetto Ue “Adattamento Climatico.
L’idea è stata studiata per la città di Roma ma il progetto fornirà alle amministrazioni coinvolte una solida base tecnico-scientifica per poter pianificare futuri interventi, che potranno poi essere replicati anche in altre aree della città. Attività che in gran parte, per l’implementazione, non potranno che coinvolgere imprese artigiane specializzate.
Il fenomeno dell’isola di calore si verifica quando la temperatura dell’aria risulta più elevata in un’area urbana che nei suoi dintorni e questa differenza di temperatura è imputabile direttamente all’urbanizzazione: la sostituzione della copertura naturale del suolo – la vegetazione – con materiali inerti, quali asfalto e cemento, che si scaldano con rapidità rilasciando calore lentamente, determina infatti un’alterazione del bilancio energetico della città.
Oltre a foreste urbane, viali alberati, parchi e giardini, tetti e pareti verdi, ENEA ha puntato anche su interventi flessibili e multifunzionali, tra cui: pensiline verdi in prossimità delle fermate di bus e tram, in grado di raffrescare l’aria grazie all’ombreggiamento e all’evapotraspirazione della componente vegetale e più efficienti nel migliorare il microclima rispetto alle normali pensiline; arredi urbani vegetati, pavimentazioni permeabili e tramvie verdi grazie alle quali è possibile trasformare lo spazio tra i binari in veri e propri corridoi ecologici che favoriscono l’infiltrazione delle acque piovane nel terreno e la crescita della vegetazione; parchi ‘tascabili’ e microforeste che ricreano angoli di natura anche su piccole superfici marginali, rappresentando ‘isole fresche’ dove cittadini e turisti possono trovare sollievo dalla calura estiva.
Per favorire l’adattamento climatico e massimizzare la fornitura di servizi ecosistemici, il progetto prevede anche attività di formazione per gli amministratori locali, con l’obiettivo di rafforzare le competenze nella gestione del verde urbano e promuovere nuovi green job per la rigenerazione sostenibile delle città nell’era del cambiamento climatico.
Il progetto si inserisce nel quadro della nuova Legge europea per il Ripristino della Natura che impone agli Stati membri di prevenire la perdita netta di spazi verdi urbani incrementandoli fino a garantire almeno il 10% di copertura arborea in ogni città entro il 2030.
Queste le 25 soluzioni proposte:
- Alberature stradali
- Foreste urbane
- Parchi tascabili
- Microforeste urbane
- Parcheggi verdi
- Verde su binari del tram, margini stradali e corridoi di traffico
- Pensiline verdi su fermate di autobus e tram
- Parchi urbani di medie e grandi dimensioni
- Aiuole alberate per la gestione delle acque e il raffrescamento
- Arredi urbani verdi
- Pergolati vegetati
- Orti comunitari
- Giardini o orti urbani mobili
- Piastrelle vegetate per superfici orizzontali o verticali
- Salotti verdi mobili per spazi pubblici
- Tetti verdi
- Pareti verdi
- Facciate verdi
- Giardini in facciata
- Giardini della pioggia
- Canali drenanti vegetati
- Barriere verdi
- Bacini di ritenzione
- Bacini di infiltrazione
- Cinture verdi












