Lombardia “zona rossa”, scelta pasticciata: necessari chiarimenti dal Governo

  • comunicato stampa

 

Come cittadini ed imprenditori lombardi esigiamo spiegazioni esaustive sul come e sul perché la nostra Regione sia stata definita “zona rossa””.

L’Unione Artigiani di Milano e di Monza-Brianza, più di 16mila imprese associate, scende in campo per capire secondo quali indicatori e parametri siano state operate le scelte di assegnazione del grado di rischio pandemico da Covid-19 alle singole regioni italiane, sollecitando il Governo e il Ministero della Salute a una doverosa chiarezza e trasparenza.

Per tutta la giornata di ieri 10 milioni di cittadini lombardi hanno atteso fino a sera per conoscere le sorti della loro regione – commenta il segretario generale dell’Unione Artigiani, Marco Accornero -. In modo tardivo e assai poco trasparente abbiamo saputo che la Lombardia era stata definita “zona rossa”, il più alto grado di rischio pandemico del Paese, mentre altre regioni con parametri simili se non peggiori sono state addirittura classificate come “gialle”, a minor rischio.” 

“Se da domani dunque – rimarca Accornero – la Lombardia dovrà osservare pesantissime restrizioni è opportuno e doveroso che il Governo ne illustri appieno le motivazioni, anche in modo comparato rispetto ad altri territori ritenuti in minor pericolo.” 

“Al momento tutto appare dettato da aleatoria casualità – sottolinea ancora Accornero -, anche con riferimento ai singoli settori destinati a chiudere in zona rossa. Non si capisce per quale ragione infatti dal settore “servizi alla persona” siano state scorporate le attività di estetica, costrette alla serrata, dalle altre che resteranno per fortuna aperte come parrucchieri e lavanderie. Si tratta di attività similari, chiamate a rispettare identici protocolli di salute e sicurezza e che come le altre hanno investito migliaia di euro in adeguamenti e dispositivi di protezione.” 

“Insomma – chiude il segretario degli artigiani milanesi e brianzoli – al momento il provvedimento di individuazione di zone di pericolo epidemiologico diverse sul territorio nazionale appare come un autentico pasticcio. Auspichiamo che alla confusione subentrino con urgenza chiarimenti ed opportuni correttivi.”


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