Unione Artigiani Milano ha celebrato oggi 25 novembre il suo 80° anniversario di fondazione con un evento al Museo Diocesano di Milano che ha visto la presenza, tra gli altri, del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del Sindaco di Milano Giuseppe Sala e del Presidente della Camera di Commercio di Milano, del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara (video saluto) e un collegamento col Presidente dell’Inps Gabriele Fava. In apertura uno speech del direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana.
L’associazione è sorta il 7 luglio 1945, tre mesi dopo la Liberazione ed è stata la spalla dell’artigianato milanese che ha ricostruito la città dalle macerie ponendo le basi della sua rinascita. Ed è stata anche l’organizzazione che è riuscita ad ottenere la prima legge quadro del settore nel 1965 che poi consentì la stipula dei primi contratti nazionali di lavoro specifici per l’artigianato, differenziandoli da quelli dell’industria.
L’evento di oggi vuole rendere omaggio alla storia dell’artigianato milanese e alle 78mila imprese attive oggi nella Grande Milano, pari al 17% delle attività produttive presenti con più di 240mila addetti. Un titolare su 4 circa è donna. Un tessuto che evolve: il 38% delle imprese investe in sostenibilità e una su tre sui processi digitali.
A Milano città sono poco più di 20.600: quasi duemila in meno rispetto a 8 anni fa. Se i numeri appaiono costanti, cambia notevolmente lo scenario dietro la cifre. La generazione degli artigiani baby boomer, quasi il 60% delle forza attuale, sta per andare in pensione. E dietro l’angolo non si trovano nuovi giovani artigiani. Un nuovo caso italiano in cui la domanda di lavoratori specializzati salirà e non vi sarà personale sufficiente. Che cosa accadrà quando i cittadini cercheranno, ad esempio, idraulici, elettricisti, fabbri, installatori di infissi… Avremo sicuramente un imbuto sui tempi e un aumento dei costi.
Cambia anche il passaporto in tasca degli artigiani. Gli artigiani italiani a Milano sono oramai in minoranza, tanti settori come l’edilizia e le pulizie sono in mano agli artigiani stranieri la cui presenza cresce in ogni comparto, legno, produzione alimenta e sartoria inclusi, a parte i comparti dove gli investimenti iniziali possono essere elevati, come il chimico, il metalmeccanico e l’autoriparazione. L’età media dei titolari italiani è over 55, per gli stranieri arriva ai 40 ed è quindi chiaro da chi sarà formata dai migranti la spina dorsale del settore nei prossimi anni.
Fra i 19 e i 49 anni, gli artigiani stranieri sono 5.755, contro i 3.344 italiani: due artigiani su tre, fra gli under 50, sono stranieri. la spina dorsale dell’artigianato milanese è già oggi assicurato da migranti.
Accornero; «Tra qualche anno sarà più facile trovare un chirurgo che un idraulico»
“Oltre alla crisi demografica, resta per ora sul tappeto – commenta il Segretario Generale Marco Accornero – il fatto che le professioni artigiane non tirano tra i giovani, nonostante la domanda, le prospettive di guadagno e la possibilità di lavorare nel territorio. Troppo faticoso e poco di moda “fa andà i man” anche se poi quando i giovani spesso restano incantati di fronte alla maestria degli artigiani sui social o nelle rare occasioni in cui possono incontrarli dal vivo, tra botteghe e feste in piazza. Resta quindi indispensabile una campagna informativa e di promozione che dia una nuova immagine degli artigiani e della formazione professionale di fronte ai giovani, specie tra i ragazzi della terza media e i loro genitori come tra i NEET o tra i lavoratori stranieri. Il 4+2, ovvero i quattro anni di formazione professionale o diploma breve più due anni di Istituto Tecnici Superiori in collaborazione con le imprese sono una soluzione. Ma per formare un bravo artigiano autonomo servono molti anni e non possiamo più aspettare.
Senza gli artigiani straordinari che hanno ricostruito il Paese anche l’alta gamma italiana avrà gravissime difficoltà con ricadute sull’identità e sulla qualità del Made in Italy.
Teniamo sempre aperti i canali per gli artigiani stranieri
In certi settori, come la panificazione, senza ragazzi egiziani molti prestinai avrebbero chiuso. Dovremmo mettere in atto politiche serie per andare a cercare e sostenere nuove generazioni di artigiani stranieri integrati, regolari, formati nei paese d’origine, che diventino a tutti gli effetti parte del made in Italy. E per questa ragioni occorre lasciare sempre aperti e semplificati i canali con i paesi che possono fornire manodopera.
Trovare un artigiano è difficile. E cercare uno spazio all’artigiano a Milano?
Oltre alle persone mancano gli spazi per operare. Trovare un laboratorio a Milano in affitto o un luogo dove fare della manifattura in città è diventato impossibile, visti i prezzi. È in corso da tempo oramai un processo irreversibile di espulsione dell’artigianato dei servizi verso la periferia, ad eccezioni di orafi, panetterie, gelaterie, parrucchieri e centri estetici purché di altissima gamma.
Che succede con i cantieri bloccati a Milano? Un danno enorme anche per la categoria
Premesso che la priorità è fare al più presto chiarezza su tutte le vicende, segnalo che uno degli effetti dell”inchiesta sull’edilizia a Milano non solo ha messo in crisi i grandi costruttori e in particolar modo chi sta comprando casa ma ha indirettamente causato un danno da fermo cantiere per centinaia di artigiani della filiera casa: mobilieri, parquettisti, imbianchini, impiantisti… Immaginate un investimento minimo di 60/70 mila euro di rifinitura per ogni dei circa 3000 appartamenti congelati ed esce una cifra enorme di mancato guadagno per la categoria.
Una vittoria e le nuove sfide
“Il Parlamento – ricorda il Presidente di Unione Artigiani Stefano Fugazza – ha approvato una legge delega sull’artigianato che potrebbe allargare le maglie del settore ad imprese anche molto più grandi rispetto ai limiti di quelle attuali. Secondo noi le micro e piccole imprese devono continuare ad essere custodi di tradizioni, competenze e identità locali pur nella modernità, certamente alleandosi ma non stravolgendole.
Accogliamo invece con soddisfazione la norma, già approvata dal Senato su nostra proposta e su iniziative del Sen. Massimiliano Romeo, che sanziona duramente l’uso improprio e abusivo della parola artigiano da parte di chi non è artigiano. È un segno di rispetto verso chi lavora con serietà.
Per quanto riguarda l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, noi diciamo che sarà un alleato dell’artigiano ma nel nostro settore restano protagoniste le mani, i prodotti unici, l’identità di un’Italia che vuole continua a crescere, creare, sognare.”
“Unione Artigiani, da 80 anni un faro per il settore”. L’augurio del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana
«Le imprese artigiane lombarde rappresentano il cuore pulsante della nostra manifattura, un patrimonio di qualità che rende competitivo il “Made in Lombardia”. La tradizione artigiana della nostra regione è oggi più che mai una forza che unisce esperienza e innovazione. Stiamo accompagnando le micro e piccole imprese in una decisa transizione digitale e green, perché la sostenibilità è ormai una competenza imprescindibile.
Regione Lombardia sostiene concretamente questo percorso con misure dedicate all’efficientamento energetico, alla valorizzazione della qualità artigiana e al ricambio generazionale. In 80 anni l’Unione Artigiani è stata un faro per il settore, custode di mestieri, talenti e identità profondamente legati al territorio. Il nostro impegno è continuare a essere partner attivi della loro crescita, non semplici osservatori.
Investire nell’artigianato significa investire nel futuro economico, sociale e culturale della Lombardia.»
“Una componente fondamentale dell’economia del territorio”. Le parole Carlo Sangalli, Presidente della Camera di Commercio di Milano Lodi Monza Brianza
“I primi ottant’anni di Unione Artigiani sono il traguardo importante di una componente fondamentale dell’economia del nostro territorio. Significano soprattutto capacità di capire i cambiamenti e di innovarsi continuamente.
Come Camera di Commercio, casa di tutte le imprese, siamo al fianco del mondo imprenditoriale artigiano per affrontare le sfide di un mercato sempre più complesso, mutevole e difficile ma non privo di grandi opportunità”.












