Dal prossimo 13 ottobre 2026, Airbnb introdurrà in Europa nuove commissioni che assottiglieranno i guadagni per host e gestori di locazioni turistiche e in generale degli affitti brevi.
In realtà, per gli host italiani la decisione di Airbnb si traduce non solo in un aumento rilevante delle commissioni dal 3% al 15,5% tutte a carico di proprietari e gestori ma incide anche sulla tassazione: il sistema tributario assoggetta a tassazione sulla cedolare secca anche le somme che il gestore non incassa realmente, perché trattenute direttamente dalle piattaforme OTA a titolo di commissione che non sono deducibili. E con il nuovo modello delle commissioni Airbnb si amplierà il divario tra reddito effettivamente percepito e reddito fiscalmente imponibile.
Cosa succede dal 13 ottobre 2026
Fino ad oggi Airbnb applicava una commissione sia all’host che all’ospite.
Un esempio pratico (fonte ANBBA):
- Prezzo impostato dall’host: 100 euro
- L’ospite pagava circa 115 euro
- L’host incassava circa 97 euro, dopo la trattenuta della commissione Airbnb (circa il 3%)
Dal 13 ottobre 2026, come detto, la commissione diventa unica e sarà interamente a carico dell’host, nella misura che dal 3% salirà al 15,5% L’ospite vedrà semplicemente il prezzo pubblicato dall’host.
Questo significa che:
- se il prezzo rimane 100 euro, l’host incasserà soltanto 84,50 euro
- se vuole continuare ad incassare circa 97 euro, dovrà aumentare il prezzo fino a circa 115 euro
Esempio pratico n. 1 — Situazione attuale
- Prezzo pubblicato: 100 euro
- Commissione Airbnb trattenuta all’host: 3 euro
- Incasso effettivo: 97 euro
- Cedolare secca al 21% calcolata su 100 euro: 21 euro
- Reddito disponibile dopo la cedolare: 76 euro
Da questi 76 euro il gestore dovrà ancora sostenere tutte le spese di gestione: pulizie, lavanderia, energia elettrica, gas, acqua, Wi-Fi, prodotti di cortesia, manutenzioni, commissioni bancarie, eventuali spese amministrative, costi di promozione. Il margine reale si riduce sensibilmente.
Esempio pratico n. 2 — Dal 13 ottobre 2026
Per continuare a incassare gli stessi 97 euro, l’host dovrà pubblicare un prezzo di circa 115 euro. Airbnb tratterrà il 15,5%. L’incasso resterà sempre di circa 97 euro.
Ma la cedolare secca non sarà più calcolata su 100 euro: sarà calcolata su 115 euro. L’imposta passerà da 21 euro a 24,15 euro.
L’host avrà praticamente lo stesso incasso netto, ma pagherà oltre tre euro di imposte in più per ogni singola prenotazione. Moltiplicate questo importo per decine o centinaia di prenotazioni annuali: il risultato è evidente. Chi possiede due immobili e applica la cedolare secca del 26%, si troverà con un’imposta ancora più cara.











