Con la circolare n.2/2026 l’Agenzia delle Entrate rende operative le agevolazioni introdotte dalla Legge di bilancio 2026: aliquota ridotta al 5% sugli incrementi contrattuali e tassazione al 15% sulle indennità per lavoro notturno, festivo e su turni.

  1. I lavoratori con un reddito lordo fino a 33 mila euro potranno beneficiare di una flat tax del 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi del triennio 2024-2026, al posto dell’Irpef ordinaria e delle addizionali locali. Rientrano gli aumenti «puri» di stipendio, ma anche quelli che assorbono superminimi individuali e le quote legate alle assenze retribuite per malattia, maternità, paternità o infortunio. Sono esclusi straordinari e indennità per turni o lavoro notturno. Il limite di reddito deve comprendere tutti i redditi di lavoro dipendente 2025, anche con più datori.
  2. I lavoratori con reddito fino a 40mila euro potranno beneficiare di imposta sostitutiva del 15% se percepiscono indennità per turni notturni, lavoro nei festivi, nei giorni di riposo o in regime di reperibilità. È fissato un limite annuo di 1.500 euro. Restano invece esclusi dal conteggio i premi di risultato e le somme legate alla partecipazione agli utili. Il limite di reddito deve comprendere tutti i redditi di lavoro dipendente 2025, anche con più datori.

Vediamo i limiti e gli effetti concreti sulle buste paga con esempi pratici.


🔹 1. Aumenti da rinnovi contrattuali: imposta al 5%

Per gli aumenti retributivi derivanti da rinnovi contrattuali (anni 2024–2026) ed erogati nel 2026, è prevista una tassazione agevolata pari al 5%. Se il rinnovo prevede aumenti “a scaglioni”, nel 2026 sono agevolate tutte le tranche erogate nel 2026, anche se la prima decorre da una data del 2025.

Requisiti:

  • lavoratori del settore privato

  • reddito 2025 fino a 33.000 €

Cosa rientra:

  • aumenti in busta paga (mensilità ordinarie, 13ª e 14ª)

Cosa è escluso:

  • straordinari

  • una tantum

  • TFR

Esempio pratico:
Un lavoratore riceve un aumento di 100 € al mese nel 2026:

  • tassazione ordinaria → circa 25–35 € di imposte

  • tassazione agevolata → solo 5 €

👉 Risparmio fiscale evidente e maggiore netto in busta.


🔹 2. Lavoro notturno, festivo e turni: imposta al 15%

Le maggiorazioni per lavoro:

  • notturno

  • festivo

  • nei giorni di riposo

  • su turni

sono tassate con imposta sostitutiva al 15%, entro il limite di 1.500 € annui. È un importante incentivo per chi svolge lavori gravosi.

Requisiti:

  • reddito 2025 fino a 40.000 €

Esclusioni:

  • straordinari ordinari

  • mensilità aggiuntive

  • compensi che sostituiscono la retribuzione ordinaria

Esempio pratico:
Un lavoratore percepisce nel 2026:

  • 1.200 € di maggiorazioni per turni e festivi

Tassazione:

  • ordinaria → circa 300–400 €

  • agevolata → 180 € (15%)

👉 Maggiore convenienza su prestazioni “disagiate”.


⚠️ Aspetti operativi

  • L’agevolazione è applicata automaticamente dal datore di lavoro

  • Il lavoratore può rinunciare per iscritto se non conveniente

  • In caso di più rapporti di lavoro, il lavorare deve comunicare al sostituto d’imposta i redditi percepiti

  • Le somme agevolate non concorrono al reddito complessivo ai fini IRPEF ordinaria.

  • Come per il 5%, i redditi assoggettati al 15% non concorrono al reddito complessivo e non incidono sulle detrazioni commisurate al reddito.