Con il Provvedimento n. 277593/2025  Definizione dei criteri di selezione delle dichiarazioni modello 730/2025 con esito a rimborso da sottoporre a controllo preventivo”, l’Agenzia delle Entrate indica i criteri utilizzati dagli algoritmi per individuare le “spie rosse”, ovvero gli elementi di incoerenza che accendono i fari sui controlli preventivi dei modelli 730/2025 con esito a rimborso, presentati sia direttamente dai contribuenti che da professionisti abilitati / Caf.

I controlli, generalmente ma non unicamente, scattano a partire da un rimborso superiore a euro 4.000 e quando si registra contestualmente:

  • scostamento per importi significativi dei dati risultanti nei modelli di versamento delle CU e delle dichiarazioni dell’anno precedente;
  • presenza di altri elementi di significativa incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni o da quelli indicati nelle CU;
  • presenza di situazioni di rischio individuate in base alle irregolarità verificatesi negli anni precedenti.

Il limite di Euro 4.000 – chiarisce l’Agenzia delle Entrate – va considerato al netto di eventuali compensazioni, per esempio l’IMU.

Il rimborso spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo viene erogato non oltre il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione.

Il controllo può avvenire attraverso procedure digitalizzate o mediante verifica della documentazione dei giustificativi di spesa.