Il decreto legislativo 147/2026 sulla fiscalità locale, entrato in vigore il 12 agosto, cambia alcune regole per Tari e IMU.
L’obiettivo è rafforzare il rapporto di collaborazione tra contribuenti ed enti territoriali, semplificando adempimenti e modalità di riscossione.

Per la TARI (Tassa Rifiuti) In arrivo un unico canale telematico nazionale semplificato per i Comune e i contribuenti. Dal portale telematico dovranno passare anche le richieste di conguagli, agevolazioni, rimborsi e le variazioni rilevanti per il calcolo degli importi dovuti. Ma anche i tempi della comunicazioni.

Ad esempio, chi occupa un immobile, cambia abitazione o modifica elementi che incidono sulla tassa rifiuti dovrà denunciare al Comune la variazione entro 90 giorni dall’evento per evitare contestazioni. La precedente scadenza era fissata al 30 giugno dell’anno successivo all’evento. Qualche esempio: l’acquisto di una nuova casa, l’inizio di una locazione, la cessazione dell’occupazione di un immobile, ma anche modifiche della superficie tassabile o del numero dei componenti del nucleo familiare.

Imu e calcolo rendite catastali. In caso di contenzioso con l’amministrazione comunale il pagamento dell’Imu continuerà a essere effettuato sulla base della rendita catastale già registrata. I conteggi definitivi con rimborsi e/o conguagli scatteranno solo a fine della causa.

Se il giudice ridurrà la rendita, il contribuente potrà chiedere il rimborso delle somme pagate in più entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla sentenza definitiva. Se invece sarà il Comune a ottenere un aumento della rendita, l’ente potrà recuperare la maggiore imposta dovuta nello stesso arco temporale, applicando però soltanto gli interessi e non le sanzioni.

Determinante quindi conservare tutta la documentazione fino a chiusura delle pendenze.