Taxi, le ragioni di una protesta

Il fermo nazionale del servizio taxi per la giornata di oggi è la risposta forte e compatta di un intero settore di fronte alle insoddisfacenti proposte del Governo per l’atteso riordino del settore”.

Pietro Gagliardi, delegato della categoria Taxi per l’Unione Artigiani di Milano, spiega così la protesta in corso dalle 8 alle 22 in tutta Italia, frutto di una situazione che tarda a sbloccarsi nonostante mesi di confronti ed il crescere di un malcontento già espresso in occasione dei presidi del 24 ottobre davanti alla Prefettura di Milano e del 13 novembre a Palazzo Marino.

In modo molto limpido, responsabile e determinato – racconta Gagliardi – abbiamo sollecitato tavoli di confronto e partecipato attivamente e in modo costruttivo e propositivo a tutte le occasioni in cui ci è stata data la possibilità di entrare nel merito delle problematiche.”

In particolare, segnaliamo che anche dopo l’incontro di ieri a Roma al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, appuntamento al quale però erano presenti soltanto dirigenti tecnici e non il Ministro o suoi delegati politici, nessuna novità è emersa in tema di regolamentazione delle multinazionali, e dei servizi proposti attraverso piattaforme informatiche, e di territorialità dei noleggiatori con conducente. La delusione è stata cocente e i tassisti hanno quindi promosso la protesta di oggi, ampiamente anticipata ed autorizzata dall’apposita Commissione di Garanzia, che ci vedrà comunque garantire i servizi sociali obbligatori per legge.”

“Non è più possibile accettare – conclude Gagliardi – il rinvio alle calende greche di una riforma definitiva del settore che reclamiamo a gran voce da tempo e per la quale, a parole, tutti appaiono concordi. Le lacunose proposte sino ad ora presentate dal Governo sono state ritenute unanimemente insoddisfacenti e, nel consueto massimo rispetto delle regole, proseguiamo nella nostra battaglia  auspicando un impegno più concreto verso la definizione di soluzioni tanto urgenti quanto improcastinabili.”


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