Coronavirus: cosa cambia per colf, bandanti e baby sitter?

“L’Unione Artigiani Vi è vicina in questo momento di grande difficoltà. Ce la faremo!”

Si riporta di seguito un breve vademecum riguardo le attività di lavoro domestico e del loro proseguimento in sicurezza.

È NECESSARIO SOSPENDERE L’ATTIVITÀ LAVORATIVA? È POSSIBILE RIDURRE L’ORARIO DI LAVORO? 

“L’attività di lavoro domestico può proseguire sia a ore sia a tempo pieno anche nel periodo di emergenza per coronavirus. A prescindere da questo momento di emergenza, poi, è sempre possibile operare una riduzione del rapporto di lavoro. Si consiglia sempre al datore di lavoro di mettere per iscritto tutte le modifiche contrattuali.”

 

SE IL LAVORATORE DOMESTICO VUOLE CONTINUARE A LAVORARE E LA FAMIGLIA VUOLE SOSPENDERE COME CI SI REGOLA? 

“La soluzione migliore è quella di trovare un accordo, possibilmente scritto, in cui si sospende l’attività con l’impegno di recuperare più avanti le ore perse oppure il collaboratore può prendere  ferie. Se il lavoratore non ha ferie si possono anticipare, garantendo così una retribuzione al dipendente senza dover interrompere il rapporto di lavoro.”

 

SE LA BADANTE CHE VIVE IN CASA VUOLE USCIRE POSSO IMPEDIRLO? 

“Nessun privato può limitare la libertà altrui. Se le abitudini della lavoratrice non sono in linea con le regole di buon senso odierne è possibile impedire il rientro invitando la badante a mettersi in ferie.

 

SE IL LAVORATORE DOMESTICO DI SUA SPONTANEA INIZIATIVA NON VIENE PIÙ DEVO CONTINUARE A PAGARLA LO STESSO?

“Se la colf è regolarmente assunta e non può andare al lavoro a fronte del nuovo decreto può essere invitata a prender le ferie. Se il lavoratore si rifiuta può chiedere anche di godere di permessi non retribuiti.”

 

POSSO FARE USCIRE IL COLLABORATORE DOMESTICO PER FARE LA SPESA?

“La risposta è affermativa. È opportuno che la colf porti con sè un’autocertificazione in cui dichiara il motivo dell’uscita e le generalità del datore di lavoro e abbia a cuore di usare tutte le precauzioni del caso.”

 

CI SONO AMMORTIZZATORI SOCIALI PER I LAVORATORI DOMESTICI?

“No. Al momento questa categoria di lavoratori è esclusa dalla Cassa integrazione o da altri ammortizzatori sociali. I collaboratori domestici possono accedere al Fondo per il reddito di ultima istanza (articolo 44 del decreto legge 18/2020 che dovrebbe fornire misure di sostegno al reddito ai lavoratori che hanno cessato, ridotto o sospeso l’attività a casa dell’emergenza per il coronavirus.”

 

IL PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI È SOSPESO? 

“In base alle disposizioni del decreto legge Cura Italia, i pagamenti dei contributi previsti per i lavoratori domestici dovuti fino al 31 maggio, sono rinviati. I datori di lavoro potranno posticipare i versamenti al mese di giugno dei contributi per i quali l’Inps ha già inviato i bollettini da pagare entro il 10 aprile.”

 

 

Inoltre si ricorda:

  • Se il rapporto di lavoro domestico prevede la convivenza, sia il datore di lavoro che il lavoratore devono avere il buon senso di attenersi alle regole dettate dal Governo per il rispetto di tutti i presenti in casa
  • Lavarsi sempre le mani mantenendo alto il livello di igiene, soprattutto se si rientra dopo aver fatto delle commissioni: acquisto di generi alimentari o farmaci. Evitare di fare passeggiate in questi giorni.
  • Se il datore o il lavoratore domestico ha febbre, tosse o dolori muscolari, chiamare il medico di base oppure il 1500 o il 112. L’altro dovrà avere l’accortezza di mettersi in auto quarantena.

 

Informazioni:  per tutte le informazioni relative agli aspetti giuslavoristici / previdenziali /cassa integrazione il riferimento è l’Ufficio Sindacale  e-mail ufficio.sindacale@unioneartigiani.it 

 

Fonte Sole24ore.


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