Milano: Low Emission Zone problema regionale

Perplessità e critiche dell'Unione Artigiani circa l'annunciato avvio della Low Emission Zone in città, che vieterà l'accesso ai veicoli diesel fino agli euro 4 compresi. 30mila le potenziali ditte interessate dal provvedimento.

 

“Si tratta di un problema di rilevanza lombarda, che esige risposte di respiro regionale.” 

L’Unione Artigiani di Milano e Monza-Brianza interviene nel dibattito scatenato dalla proposta del Comune di Milano di chiudere l’accesso alla città ai veicoli diesel fino a comprendere i modelli euro 4, attraverso l’avvio della Lez-Low Emission Zone.

L’impatto di un provvedimento di questa portata – commenta il segretario generale dell’Unione Artigiani, Marco Accornero -, potrebbe essere devastante per le micro, piccole e medie imprese e per gli artigiani, persino per quelle in possesso di un automezzo recente con motore euro 4. Non penso solo alle ditte milenesi, ma anche a tutte quelle migliaia di realtà produttive, di manutenzione e di servizio che quotidianamente accedono a Milano dalla provincia e dalla regione. Potenzialmente potremmo calcolare in 30mila i diretti interessati, costretti a dover sostituire il mezzo per continuare a lavorare in città. Per giunta, con la spada di Damocle di non trovare mercato per rivendere l’auto o il furgone messo fuorilegge da Milano e di dover pensare a una vita altrettanto breve per il veicolo acquistato. Oggi sul mercato ci sono mezzi diesel solo euro 6, che nel 2025 saranno a loro volta estromessi dall’accesso a una città che si professa a vocazione “zero emissioni”, ma che contemporaneamente ha vietato ai veicoli a metano il libero ingresso in area C. Nessuna piccola impresa può permettersi il lusso di sostituire continuamente il proprio veicolo in tempi così stretti e con totale mancanza di certezze sul futuro.” 

“Ci adopereremo – rimarca Accornero – per sottolineare e modificare queste palesi criticità, per far innalzare gli insufficienti 6 milioni di euro di incentivi previsti dal Comune di Milano, per rivedere giorni e orari di chiusura della città che rischia di restare priva di servizi e rifornimenti, per chiedere deroghe alla tempistica prevista per l’entrata in vigore della misura.” 

“Milano è una metropoli le cui scelte, soprattutto riguardo queste tematiche – conclude il segretario degli artigiani – hanno un impatto non solo sulla città e sui suoi cittadini, ma anche sull’intero hinterland, sulle provincie e sulla regione. Il provvedimento presentato, che bloccherà progressivamente i veicoli diesel, deve essere valutato a livello macro territoriale e deve vedere coinvolta appieno anche Regione Lombardia.”


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