I parrucchieri e la concorrenza cinese

Da qualche giorno circola sul web un articolo del Corriere della Sera che parla del fenomeno dei parrucchieri cinesi.
La prima cosa che viene in mente è “ecco, un altro articolo che parla di come i cinesi stanno rovinando il mercato italiano e di come non si può far nulla per modificare le cose”
Invece, con un pizzico di stupore l’articolo va oltre il problema “cinesi” e il problema del “prezzo al ribasso”, ma parla dei parrucchieri che hanno preso atto di questi nuovi elementi, analizzato il mercato e modificato il loro modus operandi, azioni che hanno permesso di mantenere la propria clientela, attirarne di nuova e raggiungere buoni livelli di fatturato.
Alla base di questo “successo” non ci sono pozioni o formule magiche, ma un nuovo modo di pensare: al giorno d’oggi bisogna andare verso il cliente, uscire dal negozio! 
Come? Con una serie di piccole attività, dagli orari flessibili alla pagina Facebook, fino all’utilizzo di prodotti particolarmente ricercati.
Unione Artigiani non può che non essere d’accordo con questa filosofia, perché gli appartiene. Da più di due anni promuove iniziative in tal senso, si va dai seminari “Parrucchiere, tre domande tipiche” (come risolvere alcuni tipici problemi che si presentano durante l’attività lavorativa di un parrucchiere), ai progetti di rete in vista di Expo, per finire ai numerosi corsi in cui si cerca di far comprendere che il solo sconto non porta a nuova clientela o mantiene l’esistente. 
Inoltre, attraverso lo Sportello Sviluppo Impresa, aiuta gli imprenditori ad affrontare i momenti di stallo della propria attività, reagire alle sfide o alle difficoltà. In particolare,  tratta della comprensione delle proprie potenzialità, delle esigenze e le opportunità del mercato di riferimento, l’aiuto nel pensare una strategia commerciale o di innovazione.
Perché non bisogna mai smettere di allargare i propri orizzonti!
Informazioni – marketing_sviluppo@unioneservizi.it

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