I Decreti Mit-Mise sono un regalo a multinazionali e abusivi

Le bozze dei decreti attuativi  presentati ieri alle rappresentanze sindacali, sono una nuova offesa al concetto di servizio pubblico, ed in particolare al servizio taxi.
A parte il metodo poco rispettoso per un incontro di questa importanza, che si è sostanziato in poco più di un’ora concessa dal sen. Margiotta ad oltre trenta sigle di rappresentanza, la cosa più grave è rappresentata dal merito. I decreti dovevano infatti servire a dare attuazione ad una normativa che nasce per combattere l’abusivismo di vettori irregolari e multinazionali, ed invece vanno a consentire l’esatto contrario, favorendo la distruzione di un modello centrato su due figure centrali per il nostro sistema costituzionale, come lavoro e cooperazione.
Non basta l’attuale situazione di disastro economico in cui versa il settore, abbandonato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze da oltre nove mesi! Mirando evidentemente, ad approfittare dello stato di debolezza dei lavoratori del settore, secondo la logica dell’avvoltoio sulla carogna, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti propone:

1) che ogni tassista possa tradire la propria cooperativa, per cedere alle sirene di multinazionali in grado di attuare quel dumping finanziario che in pochi mesi renderà totalmente inutili le Cooperative costruite in oltre cinquant’anni di sacrifici dai tassisti stessi. Questo, tanto è il disinteresse per lo Stato di diritto e la nostra Costituzione, si arriva addirittura a farlo attraverso una normativa secondaria in violazione di quella primaria;
2) che la tariffa tassametrica amministrata possa essere oggetto di scontistiche senza limiti, a tutto vantaggio di multinazionali dalle capacità finanziarie illimitate che, nel procinto di monopolizzare il mercato, vedono in ciò un sostenibile investimento sul futuro (loro!);
3) la legittimazione di una terza forma di vettori non professionali;
4) la totale impunità delle multinazionali per le violazioni da esse compiute, senza prevedere nessun sistema sanzionatorio per esse;
5) che i piazzali a cielo aperto di un supermercato, di un benzinaio o di chissà che cosa, possano essere usati come area di sosta che consentano al noleggio con conducente di operare come un taxi, ma senza le regole gravanti sul sistema taxi;
6) la messa nella disponibilità di soggetti non identificati, di dati imprenditoriali sensibili sia delle cooperative taxi che dei consorzi n.c.c.

E’ alla luce di tutto questo che la bozza di D.p.c.m. sulle piattaforme digitali propostaci da M.i.t. e Mi.s.e. sia per noi totalmente inaccettabile e da rivedere nella sua complessiva impostazione, e che le bozze di decreto sul foglio digitale di servizio e sul registro elettronico nazionale vadano radicalmente riviste, anche alla luce delle nostre osservazioni a riguardo, inviate a fine Agosto.

In presenza del mantenimento di questi atti, sarà impossibile per noi continuare un confronto costruttivo col M.i.t., e sarà inevitabile l’organizzazione di pubbliche manifestazioni di dissenso.

CLAAI-UNIONE ARTIGIANI – Associazione Tutela Legale Taxi – Ati Taxi – Federtaxi Cisal – Or.S.A Taxi – Satam – Tam – Ugl Taxi – Unimpresa – Uritaxi – Usb Taxi – Uti


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