Una scheda di sintesi.
Omnibus I: cosa contiene
Giovedì 13 novembre il Parlamento europeo ha approvato il pacchetto “Omnibus I”, che modifica le norme sulla rendicontazione di sostenibilità (CSRD) e sulla due diligence nelle catene di fornitura (CSDDD).
Obiettivo principale: ridurre la burocrazia e i costi per le imprese.
Secondo la Commissione europea, gli adempimenti legati alle due direttive costano oggi alle imprese circa 4,7 miliardi di euro l’anno. Le modifiche proposte puntano a evitare ulteriori aumenti, mantenendo i costi entro i 5 miliardi.
Un tema per il quale si è fortemente impegnata Letizia Moratti, europarlamentare del gruppo Ppe/Forza Italia.
CSRD – Rendicontazione di sostenibilità
Chi sarà obbligato
Il Parlamento propone di limitare l’obbligo di report di sostenibilità solo alle aziende con:
- oltre 1.750 dipendenti
- fatturato superiore a 450 milioni di euro
Rispetto alla CSRD originaria, che coinvolgeva aziende molto più piccole (250 dipendenti o 50 milioni di fatturato), si tratta di un forte restringimento. Consiglio e Parlamento sono entrambi favorevoli a questa impostazione.
Che cosa cambia
- I contenuti dei report saranno meno dettagliati.
- Gli standard settoriali diventeranno facoltativi.
Impatto sulle PMI nella filiera
Un elemento importante per artigiani e piccole imprese:
Le grandi aziende non potranno più chiedere ai fornitori piccoli informazioni aggiuntive oltre agli standard volontari.
Questo elimina il rischio che le PMI debbano affrontare costi, burocrazia o richieste tecniche insostenibili per mantenere i clienti più grandi.
CSDDD – Due diligence nella catena di fornitura
Nuove soglie
Parlamento e Consiglio propongono soglie molto più alte:
- da 1.000 a 5.000 dipendenti
- da 450 milioni a 1,5 miliardi di fatturato
Solo le realtà molto grandi rientrerebbero dunque nell’obbligo.
Verifiche ridotte nella filiera
La due diligence si concentrerà solo sui partner commerciali diretti, evitando controlli a cascata su tutta la catena globale.
Le grandi imprese potranno chiedere informazioni ai fornitori più piccoli solo come ultima risorsa, usando prima dati già disponibili.
Piani di transizione climatica
La CSDDD non includerà più l’obbligo di presentare un piano di transizione climatica (già previsto da altre normative).
Questo serve a:
- evitare doppie regolamentazioni
- preservare la stabilità delle forniture energetiche, un tema ancora delicato per l’UE
Impatto per artigiani e PMI
Le modifiche dell’Omnibus I portano vantaggi concreti per le piccole imprese:
- Le PMI restano escluse dagli obblighi diretti di rendicontazione e due diligence.
- Le grandi aziende non potranno scaricare burocrazia sulle piccole.
- Le filiere saranno più semplici e meno onerose.
- Il quadro regolatorio diventa più coerente e più facile da gestire.
L’adozione definitiva dipenderà dall’esito del trilogo in avvio. Il trilogo è la fase finale in cui le tre principali istituzioni dell’Unione Europea — Parlamento, Consiglio e Commissione — si siedono allo stesso tavolo per trovare un accordo definitivo sul testo di una legge.
È una trattativa a tre, necessaria per chiudere i punti ancora aperti e approvare la versione finale della normativa.
In pratica, è come la “riunione decisiva” in cui si definiscono gli ultimi dettagli prima della firma. Ma la posizione presa ieri dal Parlamento pone chiari impegni difficilmente derogabili.












