BANDO INNOVAZIONE ECONOMIA CIRCOLARE IN LOMBARDIA: CONTRIBUTI FINO A 120.000 €

Si apre il 20 giugno la possibilità di presentare domande per il nuovo bando a sostegno dell’Economia Circolare in Lombardia, finanziato e promosso dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, dalle Camere di Commercio lombarde e dalla Regione Lombardia, gestito con Unioncamere.

Complessivamente sono 4.035.000 € messi a disposizione a sostegno delle Micro, Piccole e Medie imprese lombarde per favorire la transizione delle imprese verso un modello di economia circolare, riqualificando i settori e le filiere lombarde per un riposizionamento competitivo rispetto ai mercati.

Nel rispetto dei principi dell’economia circolare i progetti finanziabili – con contributi fino al 40% dei costi ammissibili – possono riguardare riuso e utilizzo di materiali riciclati, di prodotti e sottoprodotti o residui dei cicli produttivi , attività che riguardano l’intero ciclo di vita del prodotto (Life Cycle Thinking ed Eco-design) e progetti che diano risposte alle nuove esigenze economiche, energetiche, per clima e biodiversità con prototipazione o sviluppo di nuovi materiali, prodotti e/o componenti.

Il contributo massimo assegnabile a ciascun progetto è 100.000 € per le imprese singole, ma sale fino a 120.000 € per progetti presentati assieme da almeno 3 imprese lombarde per favorire la collaborazione tra aziende.

La presentazione delle domande deve essere fatta su http://webtelemaco.infocamere.it esclusivamente in modalità telematica con firma digitale dalle ore 10.00 del 20 giugno 2022 fino alle ore 16.00 del 19 settembre 2022.

 

Interventi agevolabili

Le imprese devono presentare un progetto esecutivo attinente a uno o più dei seguenti ambiti di intervento:

  • innovazione di prodotto e/o di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse, utilizzo di sottoprodotti in cicli produttivi, riduzione produzione di rifiuti e riutilizzo di beni e materiali, compreso:
    • favorire l’approvvigionamento di materie prime seconde prodotte dal recupero dei rifiuti o di materiali bio-based (di origine biologica) in sostituzione a materiali vergini;
    • ridurre il consumo di materie prime o di energia;
    • soluzioni tecnologiche/gestionali in grado di ottimizzare i processi produttivi con conseguente riduzione dei rifiuti attraverso la riduzione dei residui o il riutilizzo dei residui di lavorazione nello stesso ciclo produttivo o in altro ciclo come sottoprodotti;
    • implementare soluzioni per l’allungamento della vita dei prodotti, quali ad esempio: soluzioni di progettazione che facilitino la riparazione, soluzioni per la rigenerazione o “refurbishment”;
    • proporre soluzioni tecnologiche/gestionali per la riduzione dei consumi di acqua necessaria alle lavorazioni e/o riciclo e riutilizzo dell’acqua utilizzata;
  • soluzioni per ridurre la produzione di rifiuti pericolosi (es. sostituendo chemicals/prodotti pericolosi con chemicals/prodotti non pericolosi all’interno del proprio processo produttivo);
  • creazione di partnership di scopo tra soggetti, anche non operanti nella medesima filiera, grazie alle quali materiali di scarto, residui industriali, sottoprodotti vengano impiegati in altri processi produttivi riducendo così la generazione di rifiuti e producendo benefici economici, ambientali e sociali per tutto il territorio (simbiosi industriale);
  • creazione di partnership di scopo tra soggetti, anche non operanti nella medesima filiera, per la condivisione di flussi energetici e/o servizi finalizzata alla simbiosi industriale (comunità energetiche): tale aspetto sottintende la condivisione di servizi e infrastrutture quali ad esempio i sistemi di fornitura di acqua, energia, calore o trattamento delle acque reflue;
  • implementazione di strumenti e metodologie per l’uso razionale delle risorse naturali;
  • introdurre modelli innovativi di business che trasformino i prodotti in servizi utilizzabili

da imprese o consumatori finali attraverso logiche di sharing e approcci “pay-per-use”;

  • innovazione di processo o di prodotto per quanto riguarda la produzione e l’utilizzo di prodotti da recupero di rifiuti (c.d. “end of waste”), in particolare:
    • produzione o utilizzo di nuovi prodotti “end of waste” dal riciclaggio di rifiuti speciali urbani;
  • soluzioni tecnologiche/gestionali che siano in grado di apportare un miglioramento della qualità o della quantità dei prodotti da riciclaggio rifiuti, dell’efficienza di produzione o della riduzione degli scarti da riciclaggio;
  • attività di riutilizzo e preparazione per il riutilizzo, compreso creazione di forme di ritiro dei propri prodotti a fine vita, ad esempio allo scopo di riutilizzarne parti o componenti aventi ancora valore, avviarli a processi di remanufacturing, (attivazione di programmi di take-back);
  • progettazione e sperimentazione di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento della filiera;
  • sperimentazione e applicazione di strumenti per l’incremento della durata di vita dei prodotti ed il miglioramento del loro riutilizzo e della loro riciclabilità (Eco-design); in particolare l’ecodesign potrà portare ad una maggiore:
    • efficienza nell’uso delle risorse e dell’energia (e.g. produzione con meno risorse, realizzati con sottoprodotti, materiali riciclati etc.);
    • allungamento della vita utile dei prodotti (e.g. prodotti modulari, facilmente disassemblabili e riparabili, per la fase di utilizzo, per la riparabilità, per il remanufacturing (rigenerazione);
    • efficienza dei prodotti nella fase di utilizzo (e.g. minori consumi energetici);
    • riciclabilità dei prodotti a fine vita;
    • efficienza nell’uso delle risorse per gli imballaggi (e.g. imballaggi più leggeri, realizzati con materiali riciclati e riciclabili, etc.);
  • migliori performance ambientale nella fase di utilizzo degli imballaggi (e.g. facilità di stoccaggio per il trasporto)
  • implementazione di strumenti e metodologie per l’uso razionale delle risorse

 

Spese ammissibili e soglie minime di ammissibilità

Sono ammissibili progetti con importo complessivo di spese ammissibili non inferiore a €40.000,00. Non è previsto, invece, un tetto massimo di investimento, che viene lasciato allestime della singola impresa o aggregazione.

Sono ammissibili esclusivamente le seguenti tipologie di spesa:

  1. Consulenza (collaborazione con enti di Ricerca, servizi specialistici per lo sviluppo diprototipi, check up tecnologici, diagnosi energetiche, carbon footprint e water footprint, environmental footprint, analisi del ciclo di vita del prodotto/servizio – g. LCA, studi per la sostituzione dei materiali attualmente utilizzati nei prodotti con materiali circolari, definizione di strategie commerciali, marketing e comunicazione, ecc.) in misura non superiore al 25% delle spese in corrente ammesse a contributo
  2. Investimenti in attrezzature tecnologiche (acquisto e/o leasing) e programmi informatici necessari alla realizzazione del progetto.
  1. Assistenza e costi di acquisizione delle certificazioni ambientali di processo e di prodotto (es. ISO 14001, EMAS, ECOLABEL, EPD ).
  2. Assistenza e costi di acquisizione delle certificazioni tecniche e di eventuale registrazione REACH.
  3. Servizi per l’ingegnerizzazione di software/hardware e prodotti relativi
  4. Tecnologie per l’ingegnerizzazione di software/hardware e prodotti relativi
  5. Materiali e forniture strumentali alla realizzazione del progetto (inclusi prototipi).
  6. Spese per la tutela della proprietà industriale.
  7. Spese del personale dell’azienda solo se espressamente dedicato al progetto (fino a un massimo del 10% della somma delle voci di spesa da a) a h)). Qualora venga impiegato ulteriore personale di nuova assunzione, esclusivamente dedicato al progetto, potrà essere riconosciuta un’ulteriore quota nel limite del 10% della somma delle voci di spesa da a) a h).

Le spese di cui alle lettere b), e), f) e g) possono riguardare anche beni usati ove siano rispettate le seguenti condizioni:

  • attestazione del venditore relativa all’origine del bene
  • prezzo del bene non superiore al valore di mercato o inferiore al costo di beni simili nuovi, come attestato da perizia redatta da tecnico di comprovata esperienza indipendente dall’impresa beneficiaria

Per ulteriori info

Ufficio Bandi e Finanza Agevolata di Unione Artigiani

[email protected]

 


Unione Artigiani della Provincia di Milano
Sede legale: Via Doberdò 16 – 20126, Milano (MI)
Codice fiscale 02066950151